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La salute in camion... problemi e soluzioni!

La salute in camion... problemi e soluzioni!

Quando si pensa al lavoro del camionista si tende a non considerare - se non ad ignorare completamente, il costante stress psico-fisico a cui è sottoposto l'autista di camion. Tale professione, infatti, può comportare la manifestazione di disturbi che vengono riscontrati in maniera più o meno lieve dalla quasi totalità degli autisti.

In questa sede ci proponiamo di analizzarne alcuni, i più comuni cercando di prendere in considerazione anche tutte quelle semplici soluzioni che, se praticate con costanza giornaliera, hanno mostrato di poter migliorare notevolmente lo stile di vita degli autisti.

Trascorrere estesi periodi di tempo alla guida di un veicolo risulta infatti essere estremamente dannoso, soprattutto se si vanno a considerare gli effetti – siano essi a breve o a lungo termine, che una prolungata sedentarietà provoca sul fisico.

Sovrappeso

Le principali cause che determinano un elevato tasso di obesità tra i professionisti di questo settore sono da rilevare nella mancanza di sane abitudini alimentari ed esercizio fisico. Secondo i dati rilevati da una ricerca condotta nel 2012 su un totale di 1022 autotrasportatori, più del 50% di questi si è definito sovrappeso, denunciando – conseguentemente, altri disturbi associati i quali variano da lombalgie a malattie cardio-vascolari così come difficoltà respiratorie. I fattori di rischio in questi soggetti aumentano considerevolmente in quanto l'eccessivo sovrappeso va ad intaccare il buon funzionamento del cuore e, con esso, il livello di pressione del sangue, portando in alcuni casi allo sviluppo di problemi relativi all'iperglicemia e al diabete.

Problemi polmonari e respiratori

Un altro effetto collaterale di tale professione riguarda l'elevata probabilità di sviluppare disturbi legati alla respirazione e, nella fattispecie, ai polmoni: anche volendo tralasciare il considerevole numero di autisti che si dichiara fumatore, l'essere costantemente esposti ai gas di scarico dei veicoli così come all'aria particolarmente inquinata di strade e autostrade aumenta profondamente il rischio di dover far fronte a problemi riguardanti l'apparato respiratorio.

Dolori muscolo-scheletrici

L'elevata sedentarietà - caratteristica di tale professione, addizionata all'attività di carico e scarico merci provocano problemi non indifferenti alla schiena e all'apparato muscolo-scheletrico di buona parte degli autisti, ossia circa il 78% dei conducenti di mezzi pesanti. Questo tipo di disturbi infatti, non fa riferimento esclusivamente alla schiena, ma va ad interessare il collo, le spalle, gli arti superiori così come quelli inferiori. Sono alquanto indicativi i dati secondo cui più o meno il 30% degli autisti riscontra problemi legati agli arti inferiori, nella fattispecie alle ginocchia, mentre il 22% denuncia dolori di anche e/o coscie. Un altro 17% dei casi denuncia disturbi alle braccia e, nel 10% di questi, al gomito. Tali problemi sono necessariamente correlati al numero di ore trascorse alla guida e, come evidenza l'Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute nel Lavoro, spesso e volentieri sono causati da fattori quali “l'assunzione di posture scorrette o statiche; vibrazioni (…), ritmi intensi di lavoro; mantenimento prolungato della stessa posizione (...)”, caratteristiche facilmente riconducibili alla professione dei conducenti di camion.

Apnee notturne

Un ulteriore fattore di rischio per la salute degli autisti è quella che comunemente viene chiamata “apnea notturna”. Durante una campagna condotta a Roma e promossa dalla Fondazione Italiana Salute è emerso un dato particolarmente rilevante: i conducenti professionali incorrono a un rischio due volte superiore di soffrire della Sindrome delle Apnee Ostruttive rispetto al resto della popolazione. Le apnee notturne causano un'alterazione respiratoria e consistono in interruzioni più o meno brevi del respiro durante il sonno profondo. Tali interruzioni, anche se isolate, portano a una diminuzione della saturazione di ossigeno del sangue e disturbi del ritmo del sonno, implicando un sonno frammentario e non sufficientemente riposante, che va necessariamente ad intaccare la prestazione lavorativa dei soggetti e la loro stessa incolumità. Un sonno poco ristoratore e frammentario, infatti, può provocare sonnolenza e colpi di sonno, senza contare gli effetti che può determinare a livello di stress e lucidità, soprattutto in quei soggetti che soffrono di tale disturbo in modo continuativo.

Come attenuare il rischio di incorrere in tali disturbi?

Come abbiamo visto, i problemi che la professione del camionista implica sono numerosi e possono condurre a patologie croniche più o meno gravi. Questo non vuol dire, però, che siano insormontabili: una più diffusa attenzione verso il benessere dei propri dipendenti da parte della aziende di autotrasporti così come l'acquisizione di piccole, sane abitudini da parte dei conducenti stessi, possono migliorare notevolmente lo stile di vita dei professionisti di tale settore.

In primo luogo, la maggior parte degli esperti concorda nell'importanza di adottare una sana ed equilibrata dieta, in particolare, ricca di vitamine e sali minerali ma, specialmente, povera di grassi. Tale tipo di alimentazione è particolarmente indicata per coloro i quali trascorrono molto tempo alla guida e, conseguentemente, seduti. Sono infatti questi i soggetti più esposti al rischio di obesità e a tutti i problemi ad essa correlati. Si consiglia, inoltre, di cercare di mantenersi sempre idratati cercando di evitare bevande e soft drinks che, per quanto dissetanti, aumentano drasticamente il livello di zucchero nel sangue.

Un altro accorgimento riguarda l'attività fisica del camionista. Data la professione, infatti, qualsiasi tipo di movemento fisico sembrerebbe pressochè impraticabile proprio da un punto di vista logistico. In realtà negli ultimi anni sono state sviluppate iniziative e progetti atti a facilitare tale necessità degli autisti. É in questa direzione che, per esempio, la ricerca presentata a febbraio a Verona - condotta da Federservice e chiamata “La salute vien guidando” voleva andare, illustrando da una parte, i dati relativi alla salute dei conducenti e dei mezzi stessi, e avanzando, dall'altra, idee concrete tra cui il finanziamento pubblico atto alla realizzazione di aree di sosta attrezzate, con spazi per il movimento e cura della persona. É indicativo e importante che anche in Italia si stia muovendo qualcosa in questo senso, così come a livello europeo: in Polonia, nel 2014, si cercava di sensibilizzare al problema attraverso una campagna chiamata “Trackers Life”, la quale realizzò delle vere e proprie open gym, palestre all'aperto di cui i conducenti potessero usufruire gratuitamente durante i loro periodi di sosta.

A queste, si accostano iniziative adottate dalle aziende stesse di autotrasporti: alcune di queste, per esempio, hanno dotato alcuni automezzi di semplici attrezzature sportive in modo da consentire agli autisti di eseguire piccoli ma efficaci esercizi fisici all'interno dell'autoveicolo stesso. In generale, e nell'eventuale impossibilità di adottare tali misure, ciò che si consiglia è comunque di riuscire a ritagliare almeno 15-20 minuti al giorno e dedicarli a qualsiasi tipo di movimento fisico, sia esso una semplice passeggiata attorno all'area di sosta o veri propri esercizi muscolo-scheletrici.

Ultimo, ma non per questo meno importante – anzi, all'unanimità riconosciuto come fattore fondamentale, è necessario riuscire a riposare a pieno durante le ore di sonno. In particolare, per coloro che sono costretti a passare diversi giorni in cabina, si consiglia di investire in un buon materasso così come in cuscini comodi che facilitino il riposo. É di fondamentale importanza riuscire a ricaricarsi sufficientemente durante il sonno, in quanto esso può facilmente intaccare non solo la prestazione lavorativa del conducente, ma anche il suo benessere psicofisico.

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